Vogliamo metterci con umiltà e con coraggio al seguito
di Gesù. La sua parola e il suo esempio non mortificano la nostra personalità,
piuttosto la dotano della scienza di Dio e la inseriscono nella originalità
della sua vita.
Ho detto originalità
perché appare strano agli occhi del mondo chi vive di lealtà e di amore come
Dio.
C’è in queste parole un
profondo desiderio che la vita di amore si faccia strada e trionfi. Vogliamo
esserne gli umili, ma tenaci operatori seguendo l’esempio di Gesù? E’ questo lo
scopo per cui ci ritroviamo per parlare di Lui.
Il primo periodo
liturgico, quello a cui stiamo ormai accostandoci, è l’Avvento. Avvento o
venuta di Gesù Cristo.
Nella mente di Dio
doveva essere una circostanza molto importante, se egli l’ha voluta preparare
suscitando prodigiosamente un uomo che, con la parola e con l’esempio di vita,
disponesse gli animi ad accogliere dignitosamente suo Figlio Gesù.
San
Marco ce ne ha tramandato questo racconto:
“Inizio del Vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio. Come è scritto nel profeta
Isaia: Ecco io mando il mio araldo davanti a te, egli ti preparerà la strada.
Voce di uno che grida nel deserto: preparate la strada del Signore, raddrizzate
i suoi sentieri.
Si presentò Giovanni a battezzare nel deserto, predicando un
battesimo di penitenza per la remissione dei peccati. E accorreva a lui tutta
la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme e si facevano
battezzare da lui nel fiume Giordano, mentre confessavano le proprie colpe.
Giovanni era vestito di pelli di cammello con una cintura
attorno ai fianchi e si cibava di locuste e miele selvatico e predicava
dicendo: Dopo di me viene uno che è più forte di me e al quale io non sono
degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi calzari. Io vi ho
battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà nello Spirito Santo” (Marco 1,1-8).
Possiamo dirigere la
nostra ricerca di fede in questa prospettiva:
Chi è per me Gesù? Per Dio Padre ha rappresentato il centro
dell’attenzione e della gioia… (Matteo
3,17), il perno del suo disegno di amore per la riconquista degli uomini alla
salvezza (lettera di San Paolo ai Colossesi cap. 1).
Gandhi ebbe una immensa venerazione per Cristo di
cui ripeteva sempre le beatitudini.
Ho paura di incontrarmi con Gesù? Semmai, mi
chiedo perché?
L’inversione di marcia
La gente che andava da Giovanni al Giordano
si faceva battezzare confessando le proprie colpe. Il lavaggio del capo,
obbligava quello dello spirito.
Conosco il significato
della parola conversione? I miei pensieri e le mie preferenze di vita vanno
spesso per un cammino inverso a quello di Dio. Convertirmi allora significa
“invertire la marcia”.
San Paolo, scrivendo ai
Filippesi, afferma che avrebbe avuto motivi molto più forti dei suoi avversari
per ritenersi umanamente grande. Ma aveva rigettato tutto per Cristo. E
conclude: “Non credo di aver raggiunto la
meta. Comunque, dimenticando ciò che sta dietro a me e tutto proteso verso ciò
che mi sta dinanzi, proseguo la mia corsa per vedere di afferrare Cristo, perché
anch’io sono stato afferrato da Lui” (Filipp. 3, 13 ss).
Questo è il vero Natale che ci pone viso a
viso con Gesù vita, gioia e salvezza di Dio.
Perché non proviamo a volerlo decisamente?
(Dagli scritti di P. Albino Elegante)