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COMPAGNIA MISSIONARIA
DEL SACRO CUORE
una vita nel cuore del mondo al servizio del Regno...
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Perdersi per poi ritrovarsi
Posted by Orielda Tomasi

Molti lettori che ricevono IN DIALOGO mi conoscono e evito così di fare qui la mia biografia, ma semplicemente condividere quelli che sono state le tappe più importanti della mia vita.

Nata nel maggio del 1965 e cresciuta nella piccola e bellissima realtà del mio paese Corbanese di Tarzo credo di aver vissuto una vita come tante altre, fatta di un’infanzia come quelle che si vivono nei piccoli paesi: casa, scuola e famiglia. Una famiglia allargata fino poco dopo le superiori perché con noi c’erano i nonni paterni e due zii; una famiglia che da sempre lavora la terra e vive di quel lavoro fatto di molti sacrifici. Poco tempo per lo svago, poco tempo per ferie vere e proprie…il lavoro della terra da parte dei miei genitori non ha mai lasciato a tutti noi molti spazi alternativi; l’unico svago nella mia infanzia era il ritrovo alla domenica pomeriggio presso la nostra scuola materna del paese dove la preziosa presenza delle suore ci ha sempre garantito un po’ di gioco domenicale.

Ho frequentato in paese le scuole materne ed elementari per poi andare a Tarzo, nostro comune di residenza, per le medie…il resto del tempo a casa; niente di speciale. Poi si tratta di scegliere cosa fare, ho scelto di fare le scuole magistrali a Vittorio Veneto a 8 chilometri da casa e nel frattempo la presenza ancora di una piccola comunità di suore in paese ci dava, a noi ragazze soprattutto, la possibilità di fare qualcosa di alternativo o comunque ci spronava a impegnarci un po’ ; il servizio più continuativo nel tempo è stato cantare nel coro animato da suor Maria Chiara, deceduta ormai da diversi anni, che per molto tempo ci ha tenuto impegnate.

Discernere per fare luce

Per quanto piccoli possono essere i servizi che svolgiamo nella vita, se ci si fa attenti, cominciano a mettere dentro delle domande: che senso ha questo? Come posso rendermi utile? Cosa posso fare per rendere questo mondo più bello? Sono iniziate in me le mille domande che non ti danno pace, che ti tormentano dentro finché sento il bisogno di qualcuno che inizi ad ascoltarti profondamente che ti aiuti a discernere e a fare luce. Sono approdata alla Compagnia Missionaria del S. Cuore grazie alla guida preziosa di p. Sandro, dehoniano allora presente nella comunità di Conegliano con cui è iniziato un vero e proprio cammino di ricerca e di verità interiore. Non volevo visibilità esteriore, non volevo essere diversa da altri/e volevo solo dare concretezza alla mia ricerca interiore. Volevo mantenere la dimensione laicale ed ero affascinata dalla spiritualità dehoniana che piano piano ho iniziato a conoscere così sono approdata nel 1991 a Bologna dove tutt’ora c’è la sede centrale. Ho frequentato la teologia e ho iniziato i primi impegni nelle parrocchie nell’ambito pastorale. Ho lasciato la mia amata terra nell’ottobre del 1991 ma spesso comunque ero dai miei che per diverse circostanze avevano sempre bisogno di qualcosa. Nell’ottobre del 1995 proprio a Corbanese dove sono stata battezzata e dove ho ricevuto il dono della fede ho emesso i primi voti nella Compagnia Missionaria. Da lì in poi sono rimasta in sede a Bologna per ben 16 anni dove ho prestato servizio in diverse realtà parrocchiali soprattutto lavorando con il mondo giovanile, un mondo bello, complicato, ma affascinante che un po’ mi manca. Ho frequentato in quegli anni l’istituto per formatori che mi ha offerto diversi strumenti per poter accompagnare, ascoltare e aiutare a discernere le difficili scelte della vita. Ho ascoltato e accompagnato diverse persone nei loro cammini travagliati e a volte contorti delle loro vite e sono stati percorsi belli; quando una persona ti consegna, attraverso un dialogo sincero e aperto, la sua vita ti consegna il tesoro più prezioso che ha ed è la propria interiorità di fronte alla quale c’ è solo una grande rispetto e profonda discrezione.

Sono stata formatrice all’interno del mio istituto: cioè chiamata ad accompagnare da vicino il cammino di chi si pone, si è posto la domanda della scelta di vita; un servizio non facile e non poco impegnativo ma importante!

Poi lo spostamento nella piccola fraternità di Brugherio, in provincia di Monza, per un servizio a tempo pieno nella comunità pastorale formata da quattro parrocchie, noi eravamo nella parrocchia più grande a san Bartolomeo. Subito sono stata coinvolta nella grande realtà dell’oratorio con un’attenzione particolare ai ragazzi/e ed al mondo giovanile e in più ho seguito e accompagnato un bel gruppo di famiglie nel loro cammino di fede.

Sono rimasta in questa realtà della Brianza impegnandomi in diversi ambiti parrocchiali per più di 10 anni e sono stati anni ricchi di incontri di ogni genere e quando le relazioni sono belle, significative, profonde, rimangono tali al di là della distanza. Le esperienze più significative sono state certamente gli incontri con la realtà del mondo giovanile che tanto mi ha dato e tanto mi ha insegnato, le estati passate in oratorio estivo con i bambini di prima e seconda elementare (una media di 200 bambini e loro educatori): 5 settimane super impegnative in tutti i sensi dove i problemi non sono mai mancati ma belli, potrei scrivere molto su ognuna di queste esperienze perché quando si vive intensamente un’esperienza scopri che ogni sfumatura meriterebbe una pennellata speciale di attenzione. Ciò che rimane, ed è la cosa più importante, portare nel cuore le tante persone incontrate con le loro storie.

Quando la vita ti mette alla prova

Poi sono successe diverse cose: nel 2020 ci ricordiamo tutte la drammatica situazione della pandemia dove tutto è stato chiuso, e nessuna attività si poteva fare, tutti chiusi nelle nostre case!

Nel frattempo, mia mamma comincia ad ammalarsi sempre più e io durante i mesi di chiusura attività sto con lei e sono ancora con lei da quel febbraio 2020.

Poi a Brugherio abbiamo avuto diverse circostanze che ci hanno portato a fare delle scelte non sempre facili: la morte di alcune missionarie: Ausilia, Lucia Maistro e Cecilia, la decisione di Paola di lasciare questa realtà ci hanno fatto decidere di dover chiudere questa nostra presenza in questo territorio.

Qual è la mia situazione attuale? Dal 2020 sono rientrata nelle mie amate colline dove le circostanze della vita mi hanno riportato a questa realtà…ci sono cose e situazioni nella vita che capitano e non si scelgono; la malattia di mia mamma non è una scelta; è un dato di realtà che bisogna vivere, è facile no! Per niente! Cerco di amare e di vivere nel migliore dei modi questa situazione perché o vivi o subisci, beh cerco di dargli un senso il più evangelico possibile! Cerco di vivere ogni giorno quello che il nostro statuto ci indica come via maestra:

“ Fare comunione con i fratelli significa soprattutto "perdersi" per ritrovarsi in Cristo e farsi con Lui ascolto, disponibilità, dolcezza, rispetto, ponte di incontro, forza unitiva…con le sorelle e i fratelli di ideale, con i familiari e con tutti gli uomini…La nostra povertà, vissuta alla sequela di Cristo, ci chiede uno stile di vita veramente povero nei desideri e nelle manifestazioni concrete, in ciò che è apertamente controllabile e in ciò che solo Dio sa cogliere.

Anche la vita di povertà è voluta e attuata per servire l'amore. Perciò in spirito di povertà e per favorire la carità:
a) ci manterremo nella fatica di tutti, evitando l'evasione dagli obblighi comuni e ogni forma di privilegio.
Questo ci chiede di svolgere anzitutto con onestà, dedizione e competenza il lavoro e le mansioni affidateci;
b) vivremo la solidarietà con i fratelli più poveri. L'aver scelto di essere più vicini a Cristo, venuto per evangelizzare i poveri, ci chiede di accogliere nella nostra vita il grido delle loro necessità e di calarci nella semplicità e nell'indigenza della loro situazione;
c) condivideremo, a cominciare da chi ci è più vicino: il nostro tempo, le possibilità dell'intelligenza, la capacità di amare e di farsi amare, la gioia dell'amicizia e gli stessi beni materiali.

Il rimanere al proprio posto, con serenità di spirito e di volto, anche quando è necessario molto sacrificio, il saper vedere ciò che deve essere fatto per prevenire la preoccupazione e fatica altrui, è un buon esercizio di povertà materiale e spirituale.
Accetteremo con serenità la povertà dei nostri limiti personali, familiari, comunitari e sociali, per servire Dio e i fratelli secondo le possibilità ricevute (Cfr.Mt.25,14-30). Così vivremo aperte alla beatitudine evangelica di coloro che soprattutto in Dio ripongono le risorse del loro coraggio e della loro speranza”….

Cerco nel mio quotidiano di vivere tutto questo come mi è dato in questo momento prestando assistenza h24 a mia mamma, mi godo il mio territorio passeggiando quando è possibile, coltivo le belle amicizie, cerco di vivere la mia vita di preghiera come si può. I desideri e i sogni sono tanti ma spesso nella vita vivi quello che la vita ti presenta nel piatto: non sempre si può scegliere il “menù”!!

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