Molti lettori che ricevono
IN DIALOGO mi conoscono e evito così di fare qui la mia biografia, ma
semplicemente condividere quelli che sono state le tappe più importanti della
mia vita.
Ho frequentato in paese le
scuole materne ed elementari per poi andare a Tarzo, nostro comune di
residenza, per le medie…il resto del tempo a casa; niente di speciale. Poi si
tratta di scegliere cosa fare, ho scelto di fare le scuole magistrali a
Vittorio Veneto a 8 chilometri da casa e nel frattempo la presenza ancora di una
piccola comunità di suore in paese ci dava, a noi ragazze soprattutto, la
possibilità di fare qualcosa di alternativo o comunque ci spronava a impegnarci
un po’ ; il servizio più continuativo
nel tempo è stato cantare nel coro animato da suor Maria Chiara, deceduta ormai
da diversi anni, che per molto tempo ci ha tenuto impegnate.
Discernere per fare luce
Per quanto piccoli possono
essere i servizi che svolgiamo nella vita, se ci si fa attenti, cominciano a
mettere dentro delle domande: che senso ha questo? Come posso rendermi utile?
Cosa posso fare per rendere questo mondo più bello? Sono iniziate in me le
mille domande che non ti danno pace, che ti tormentano dentro finché sento il
bisogno di qualcuno che inizi ad ascoltarti profondamente che ti aiuti a
discernere e a fare luce. Sono approdata alla Compagnia Missionaria del S.
Cuore grazie alla guida preziosa di p. Sandro, dehoniano allora presente nella
comunità di Conegliano con cui è iniziato un vero e proprio cammino di ricerca
e di verità interiore. Non volevo visibilità esteriore, non volevo essere
diversa da altri/e volevo solo dare concretezza alla mia ricerca interiore.
Volevo mantenere la dimensione laicale ed ero affascinata dalla spiritualità
dehoniana che piano piano ho iniziato a conoscere così sono approdata nel 1991
a Bologna dove tutt’ora c’è la sede centrale. Ho frequentato la teologia e ho
iniziato i primi impegni nelle parrocchie nell’ambito pastorale. Ho lasciato la
mia amata terra nell’ottobre del 1991 ma spesso comunque ero dai miei che per
diverse circostanze avevano sempre bisogno di qualcosa. Nell’ottobre del 1995
proprio a Corbanese dove sono stata battezzata e dove ho ricevuto il dono della
fede ho emesso i primi voti nella Compagnia Missionaria. Da lì in poi sono
rimasta in sede a Bologna per ben 16 anni dove ho prestato servizio in diverse
realtà parrocchiali soprattutto lavorando con il mondo giovanile, un mondo
bello, complicato, ma
Sono stata formatrice all’interno del mio
istituto: cioè chiamata ad accompagnare da vicino il cammino di chi si pone, si
è posto la domanda della scelta di vita; un servizio non facile e non poco
impegnativo ma importante!
Poi lo spostamento nella
piccola fraternità di Brugherio, in provincia di Monza, per un servizio a tempo
pieno nella comunità pastorale formata da quattro parrocchie, noi eravamo nella
parrocchia più grande a san Bartolomeo. Subito sono stata coinvolta nella
grande realtà dell’oratorio con un’attenzione particolare ai ragazzi/e ed al
mondo giovanile e in più ho seguito e accompagnato un bel gruppo di famiglie
nel loro cammino di fede.
Sono rimasta in questa
realtà della Brianza impegnandomi in diversi ambiti parrocchiali per più di 10
anni e sono stati anni ricchi di incontri di ogni genere e quando le relazioni
sono belle, significative, profonde, rimangono tali al di là della distanza. Le
esperienze più significative sono state certamente gli incontri con la realtà
del mondo giovanile che tanto mi ha dato e tanto mi ha insegnato, le estati
passate in oratorio estivo con i bambini di prima e seconda elementare (una
media di 200 bambini e loro educatori): 5 settimane super impegnative in tutti
i sensi dove i problemi non sono mai mancati ma belli, potrei scrivere molto su
ognuna di queste esperienze perché quando si vive intensamente un’esperienza
scopri che ogni sfumatura meriterebbe una pennellata speciale di
attenzione. Ciò che rimane, ed è la cosa
più importante, portare nel cuore le tante persone incontrate con le loro
storie.
Quando la vita ti mette alla prova
Poi sono successe diverse
cose: nel 2020 ci ricordiamo tutte la drammatica situazione della pandemia dove
tutto è stato chiuso, e nessuna attività si poteva fare, tutti chiusi nelle
nostre case!
Nel frattempo, mia mamma comincia ad ammalarsi sempre più e io durante i mesi di chiusura attività sto con lei e sono ancora con lei da quel febbraio 2020.
Poi a Brugherio abbiamo
avuto diverse circostanze che ci hanno portato a fare delle scelte non sempre
facili: la morte di alcune missionarie: Ausilia, Lucia Maistro e Cecilia, la
decisione di Paola di lasciare questa realtà ci hanno fatto decidere di dover
chiudere questa nostra presenza in questo territorio.
Qual è la mia situazione
attuale? Dal 2020 sono rientrata nelle mie amate colline dove le circostanze
della vita mi hanno riportato a questa realtà…ci sono cose e situazioni nella
vita che capitano e non si scelgono; la malattia di mia mamma non è una scelta;
è un dato di realtà che bisogna vivere, è facile no! Per niente! Cerco di amare
e di vivere nel migliore dei modi questa situazione perché o vivi o subisci,
beh cerco di dargli un senso il più evangelico possibile! Cerco di vivere ogni
giorno quello che il nostro statuto ci indica come via maestra:
“ Fare comunione
con i fratelli significa soprattutto "perdersi" per ritrovarsi in
Cristo e farsi con Lui ascolto, disponibilità, dolcezza, rispetto, ponte di
incontro, forza unitiva…con le sorelle e i fratelli di ideale, con i familiari
e con tutti gli uomini…La nostra povertà, vissuta alla sequela di Cristo, ci
chiede uno stile di vita veramente povero nei desideri e nelle manifestazioni
concrete, in ciò che è apertamente controllabile e in ciò che solo Dio sa
cogliere.
Anche la vita di
povertà è voluta e attuata per servire l'amore. Perciò in spirito di povertà e
per favorire la carità:
a) ci manterremo nella fatica di tutti, evitando
l'evasione dagli obblighi comuni e ogni forma di privilegio.
Questo ci chiede di svolgere anzitutto con
onestà, dedizione e competenza il lavoro e le mansioni affidateci;
b) vivremo la solidarietà con i fratelli più
poveri. L'aver scelto di essere più vicini a Cristo, venuto per evangelizzare i
poveri, ci chiede di accogliere nella nostra vita il grido delle loro necessità
e di calarci nella semplicità e nell'indigenza della loro situazione;
c) condivideremo, a cominciare da chi ci è più
vicino: il nostro tempo, le possibilità dell'intelligenza, la capacità di amare
e di farsi amare, la gioia dell'amicizia e gli stessi beni materiali.
Il rimanere al
proprio posto, con serenità di spirito e di volto, anche quando è necessario
molto sacrificio, il saper vedere ciò che deve essere fatto per prevenire la
preoccupazione e fatica altrui, è un buon esercizio di povertà materiale e
spirituale.
Accetteremo con serenità la povertà dei nostri
limiti personali, familiari, comunitari e sociali, per servire Dio e i fratelli
secondo le possibilità ricevute (Cfr.Mt.25,14-30). Così vivremo aperte alla
beatitudine evangelica di coloro che soprattutto in Dio ripongono le risorse
del loro coraggio e della loro speranza”….
Cerco nel mio quotidiano
di vivere tutto questo come mi è dato in questo momento prestando assistenza
h24 a mia mamma, mi godo il mio territorio passeggiando quando è possibile,
coltivo le belle amicizie, cerco di vivere la mia vita di preghiera come si
può. I desideri e i sogni sono tanti ma spesso nella vita vivi quello che la
vita ti presenta nel piatto: non sempre si può scegliere il “menù”!!